Prima presentazione del volume 1 a Carrara (2013). Jean Pierre Ducret e Dominique Stroobant

Dominique Stroobant: Makhno e Ducret

Il primo ottobre 2015 verrà presentato a Carrara il secondo volume de La rivoluzione russa in Ucraina, la storia di Nestor Makhno, una nuova ricerca storica sotto forma di fumetto realizzata da Jean Pierre Ducret e stampata presso la Cooperativa tipolitografica. Il fumetto di Ducret fu intensamente voluto dal nostro Alfonso Nicolazzi, scomparso dieci anni fa.

La complessità di grandi eventi storici, anche quando sono ampiamente documentati, lascia sempre spazio a manipolazioni che possono durare secoli. Ancora oggi leggiamo le guerre puniche attraverso l’occhio di Livio e non di Polibio. Quando uscì il film Terra e Libertà di Ken Loach, molti cercavano le conferme presso i compagni di quanto l’esposto sulla guerra civile in Spagna di Loach fosse storicamente veritiero.

Makhno ebbe il raro privilegio di essere stroncato e calunniato da tutti, perfino dai nemici dei suoi nemici, alla pari d’un Cosacco Zaporogo come lo descrisse Gogol in Taras Bulba. Quello che ci sfugge di mente è che lo stato-nazione è un’invenzione del tutto recente e assolutamente arbitraria. Due secoli fa al congresso di Vienna il termine “Italia” per Metternich era solo un concetto geografico, come del resto l’Ucraina. Ci sono due rami delle scienze umane e della storiografia in generale dove sembra che regni l’arbitrario nel modo più assoluto: la moda e la cartografia geopolitica o la storia dei confini e delle appartenenze.

Aveva ragione Cocteau, immaginare l’evoluzione della moda lungo la storia attraverso una moviola è piuttosto divertente. Un alzarsi e abbassarsi di gonne, maniche e altri indumenti o capigliature nei modi più grotteschi… E cosi vedo  il grande minestrone dei confini e degli stati lungo un tratto abbastanza breve della nostra storia, ossia da quando ci siamo impegnati a scrivere.

Lo scrittore Libanese Amin Malouf intitolava giustamente un suo saggio Les identités meurtrières, e pochi anni dopo il più sprovveduto dei presidenti francesi creava quest’assurdità concettuale che sarà il suo ministero dell’identità nazionale. I processi identitari sono proprio uno dei soggetti più studiati dagli sociologi di oggi. La storia travagliata di questi territori al nord del Mar Nero ci tramanda una sola costante: un’enorme distesa di cereali già ambita all’epoca di Omero. Quanto alle diverse comunità umane che hanno scorrazzato tra il Baltico e il Mar Nero e cercato di impadronirsene sotto un’unica bandiera la lista è lunga quant’era lontano il luogo d’origine dei pretendenti.

Che siano Sciti o Unni, Androfagi o Amazone, Bulgari o Turchi, Mongoli o Bizantini, Polacchi o Khazari, Svedesi o Lituani, Cosacchi Zaporoghi o Tatari, Russi bianchi o Tedeschi, Avari o Ungheresi, Greci o Galati, Ortodossi o Cattolici, Musulmani o Figli d’Israele o altri ancora, tutti ci si sono insediati e tutti la pretendevano. L’originalità della Makhnovicina o della “rivoluzione russa in Ucraina” è che non poggiava su un identità nazionale o tribale  ben definita e nemmeno su un ideologia di carattere dogmatico. Era un movimento d’emancipazione dei contadini in Ucraina, da qualsiasi comunità essi provenivano e, come fu spesso scritto, una rivoluzione anarchica senza anarchici. Rivoluzione russa nel senso di universale e dunque di tutte le Russie e non in chiave nazionalistica né sotto un’unica autorità statale.

Il grande merito di Jean Pierre Ducret è che dopo un immenso lavoro di ricerche su archivi e testimonianze e poi attraverso un mezzo alla mano come il fumetto, o secondo i anglosassoni di oggi il graphic novel (e non più comics), è riuscito a rappresentare la Makhnovicina in tutta la sua complessità e attualità, perché i fatti dei nostri nonni e bisnonni ci riguardano tuttoggi.

Asdrubale (Dominique Stroobant)

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